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SmartGround chiude il sipario

Ci sono voluti circa due anni di lavoro a tempo parziale, molte notti insonni per disegnare al meglio l’hardware proprietario, scrivere il software dedicato, insomma tanta ricerca e sperimentazione per creare quello che fino a ieri chiamavamo SmartGround Beta. Oggi invece, dopo una estensiva analisi, comunichiamo la fine del progetto. Un percorso imprenditoriale ricco di avventure e difficoltà, ma anche scandito da diversi errori programmatici. Lo definiamo progetto perché non siamo mai stati una società registrata, di fatto non abbiamo mai realizzato nessun fatturato.

L’interesse di diverse aziende però ha trainato il team sino alla soglia della registrazione societaria, quando al momento di firmare il contratto ci siamo scontrati con diverse incompatibilità del team. Avevamo messo dalle nostre tasche un piccolo budget, avevamo tutte le aree di sviluppo coperte da relativi “responsabili tecnici”, un piano di sviluppo serrato per entrare nel mercato nel 2016, eppure la paura di "scendere in campo" ha offuscato la vision aziendale di alcuni compromettendo l’intero progetto.

Le risorse economiche per portare avanti Smartground sono state per circa il 80% dal team, il che ha praticamente accelerato e rallentato il processo allo stesso tempo: accelerato perché non volevamo sprecare soldi nostri, rallentato perché il budget totale non ci permetteva di approdare ad una prima scala di produzione dei dispositivi.

Nei mesi prima dello scioglimento, silenti dal punto di vista mediatico, avevamo maturato l’obiettivo di creare una società di IoT che permettesse di centralizzare il dato derivato dal monitoraggio di diversi dispositivi in diversi segmenti di mercato (agricoltura, ambiente, infrastrutture, illuminazione, domotica, etc), creando valore dal trattamento dei dati e dalla segmentazione dei mercati coinvolti. Avevamo iniziato con l’agricoltura, ma in cantiere esploravamo soluzioni anche per una mobilità urbana più efficiente e per una gestione unificata dell’illuminazione pubblica.

Un orizzonte progettuale integrato molto interessante, se consideriamo l’estrema flessibilità progettuale relativa al business model. Va però indubbiamente riconosciuto che rispetto al giorno in cui abbiamo iniziato, il contesto competitivo oggi sia enormemente più agguerrito. De facto, se non ci sono risorse economiche adeguate, anche un team capace deve mirare ad un eventuale pivot.


Ringraziamenti

Grazie ad Avanzi / Make a Cube per averci selezionato al programma di accelerazione quando ancora avevamo il progetto solo nella carta. In questo contesto abbiamo imparato tantissimo, personalmente ritengo sia stato un percorso di educazione all’imprenditoria dal valore inestimabile, lavorando ogni giorno accanto ad altre splendide persone.

Grazie al Prof. Ing. Riccardo Guidetti e alla prof. Claudia Sorlini, per la loro generosa disponibilità ad ascoltarci, invitarci a eventi di settore nonché approfondire temi tecnici rilevanti.

Grazie alla disponibilità e fiducia di Stefano Lanzoni, uno degli agricoltori più intraprendenti che abbia mai conosciuto. Ci siamo divertiti assieme, il lavoro di creazione di una serra smart direttamente in “campo” ci ha veramente entusiasmato.

Sentiti ringraziamenti vanno a coloro che hanno supportato in qualche modo lo sviluppo del progetto, partendo dai vari collaboratori che per diversi momenti si sono messi a disposizione.

Un particolare messaggio va allo staff di Telecom Working Capital '15, in quanto selezionati ma assenti all'interno del programma di accelerazione: l'esigenza di staccare la spina al progetto è stata inevitabile. Purtroppo rimanere in due avrebbe compromesso lo sviluppo del progetto SmartGround, e non sarebbe servito a lanciare il servizio nel breve termine. La carta di intenti interna che ci conciliava legalmente prevedeva che le decisioni venissero prese a maggioranza, traghettando il progetto ad una situazione di impasse cronica.

Sentiti ringraziamenti vanno a coloro che hanno supportato in qualche modo lo sviluppo del progetto, partendo dai vari collaboratori che per diversi momenti si sono messi a disposizione.


Grazie a tutti gli amici, a volte basta un caffè assieme per trovare la motivazione quando il progetto si fa “impossibile”.

Ci abbiamo provato con le sole nostre forze ma non è andata come volevamo. Ora si volta pagina e si lavora ad un nuovo capitolo assieme a tutto il prezioso bagaglio di know-how acquisito sin ora.


A breve condivideremo qualche materiale in più sul nostro ex-progetto, sperando di dare un contributo a chi volesse cimentarsi in altre avventure affini.



Grazie a tutti,

Davide Letizia
Roberto Grimaldi
Federico Marcantognini
Asya Stefanova